Milano, 3 settembre 2026. La mossa formale arriva direttamente da uno degli eredi dell'impero degli occhiali fondato da Leonardo Del Vecchio e riaccende i riflettori sulla governance della cassaforte lussemburghese che custodisce partecipazioni miliardarie in colossi come EssilorLuxottica, Mediobanca, Generali e Pirelli. Stando a quanto emerge dalle segnalazioni trasmesse ai revisori dei Conti di Delfin, l'imprenditore milionario ha chiesto di verificare la regolarità delle decisioni assunte dal Consiglio di amministrazione e di accertare l'eventuale sussistenza di posizioni di incompatibilità o di vicende in cui l'interesse personale di singoli consiglieri avrebbe potuto prevalere su quello della holding. Il patrimonio stimato attorno a sette miliardi e mezzo di dollari legato al cognome Del Vecchio si muove così dentro una zona di forte tensione societaria, dove le mosse degli eredi non restano confinate nelle aule riservate dei patti di sindacato ma finiscono per richiedere l'intervento formale degli organi di controllo contabile. La richiesta di accertamenti mette in discussione la trasparenza dei passaggi decisionali interni e pretende chiarezza sulle posizioni di vertice che guidano la cassaforte, in un momento in cui gli equilibri dei grandi gruppi italiani partecipati da Delfin osservano con attenzione ogni scossone nella catena di comando.