E negli Stati Uniti a causa di siccità e alluvioni, la speculazione sui mercati globali da parte di fondi finanziari che trattano i cereali come materie prime speculative (non più come cibo), e l’aumento dei costi energetici che rende più caro anche il trasporto dei grani. "Se non agiamo ora — ha dichiarato Kallas — i prezzi al consumo saliranno ulteriormente, e i più colpiti saranno sempre i cittadini con redditi più bassi". Non è una profezia, ma una constatazione: i dati dell’Eurostat mostrano che il 30% delle famiglie italiane con meno di 1.500 euro al mese dedica già il 35% del proprio reddito alla spesa alimentare. Se il pane e la pasta costeranno un terzo in più, il bilancio mensile si sbilancerà. E non parliamo solo di pane e pasta: il mais è la base dell’alimentazione animale, quindi il rincaro si riverserà anche sulla carne, sui latticini e sulle uova. La speculazione finanziaria sui cereali, trattati come materie prime speculative anziché come cibo, è un fenomeno documentato. Nel 2008, i prezzi del grano raddoppiarono in pochi mesi a causa di operatori che speculavano sui contratti futures, senza mai destinare i cereali all’alimentazione. Allora, la