ribassi fino al 20% — una pratica che, se da un lato abbassa i costi per la pubblica amministrazione, dall’altro spinge le imprese al margine della sopravvivenza. Il governo ha reagito con misure simboliche: nel decreto "Sicurezza e Lavoro" approvato a giugno, sono stati stanziati 50 milioni per "sostegno al settore", una somma pari a meno dello 0,01% del PIL. In Francia, lo stesso periodo ha visto l’introduzione di un credito d’imposta del 10% sulle spese di ristrutturazione, con un impatto diretto sui prezzi finali. In Germania, il programma "KfW" ha garantito finanziamenti a tasso zero per le piccole imprese edili, evitando migliaia di licenziamenti. In Italia, invece, la cassa integrazione per il settore è stata prorogata per il terzo anno consecutivo, con un costo per lo Stato che nel 2026 supererà i 1,2 miliardi — soldi che potrebbero essere stati investiti in investimenti pubblici diretti, se non