salari italiani, soprattutto per le professioni ad alta specializzazione, sono ancora troppo bassi rispetto agli standard europei. Secondo i dati OCSE del 2026, un ingegnere italiano guadagna in media il 18% in meno di un collega tedesco con lo stesso titolo e la stessa esperienza. E se per un operaio la differenza si attesta sul 12%, per un ricercatore o un data scientist la forbice si allarga fino al 30%. La dichiarazione di Giorgetti arriva però a poche settimane dalla presentazione del decreto "Semplificazioni fiscali", che ha tagliato alcune agevolazioni per le piccole imprese ma non ha toccato le aliquote marginali dell’Irpef, che restano tra le più alte d’Europa. Stando ai numeri del MEF, nel 2026 il carico fiscale medio per un dipendente italiano con reddito da 30.000 euro è stato del 38,5%, contro il 32,3% della Francia o il 28,7% della Germania. "Investimenti per produttività e salari" — recita il comunicato ufficiale del ministero — ma gli investimenti pubblici in formazione tecnica e ricerca sono calati del 7% rispetto al 2024, secondo i dati della Corte dei Conti. Il governo ha reindirizzato risorse verso "interventi strutturali", ma la maggior parte di queste somme è finita in fondi per le grandi imprese (come il piano "Industria 4.0" esteso), mentre le PMI, che assorbono il 60% dei giovani laureati, hanno ricevuto solo il 12% dei fondi totali. Il punto dolente è che Giorgetti non spiega da dove verranno i soldi per alzare