sta procedendo con le analisi, ma non ha ancora rilasciato dati aggiornati né indicato se la sostanza sia stata identificata con certezza. La Guardia costiera, intanto, ha avviato un sopralluogo, ma non è stato ancora comunicato se siano state rilevate anomalie o se siano stati adottati provvedimenti immediati. La notizia arriva in un contesto già di per sé esplosivo: Taranto è stata classificata dall’Agenzia europea per l’ambiente come la città più inquinata d’Europa, con livelli di polveri sottili (PM10 e PM2.5) costantemente sopra i limiti legali, e con un tasso di mortalità per tumori correlati all’inquinamento atmosferico superiore del 30% rispetto alla media nazionale. Nonostante ciò, l’ex Ilva — ora gestita da una cordata di imprenditori guidata da Rinaudo, ex amministratore delegato — continua a operare con una serie di deroghe ambientali e sanitarie che hanno reso il sito uno dei simboli della negligenza industriale italiana. Nel 2023, la Corte di giustizia dell’UE ha condannato l’Italia per il mancato rispetto delle norme sulla qualità dell’aria, eppure le