BCE di non muoversi sui tassi ha un prezzo immediato per le imprese italiane. Secondo i dati della Banca d’Italia, il 45,2% delle esportazioni italiane dipende da materie prime o componenti straniere, e il 22,3% di queste arrivano dal Giappone. Se un’azienda italiana acquistava 100.000 yen di componenti elettroniche a marzo 2025, oggi dovrebbe sborsare 181.010 yen per lo stesso ordine. Il costo in euro, che a marzo era di 1.000 euro, oggi supera i 1.005 euro. Non è un aumento marginale: per un’azienda che opera con margini ridotti, come quelle del distretto calzaturiero di Moncalieri o della meccanica di Brescia, significa ridurre gli stipendi o tagliare gli investimenti in ricerca e sviluppo. La BoJ, nel frattempo, ha lasciato aperte le porte a un rialzo dei tassi nel 2027, ma il mercato ha già anticipato la mossa: il yen si è rafforzato, e l’euro ha perso terreno. La contraddizione è evidente. Mentre la BCE si prepara a rialzare i tassi