La quotazione di oggi, 85,30 euro/MWh, rappresenta un segnale di attenzione per i mercati energetici europei, dove la volatilità dei prezzi del gas si è acutizzata negli ultimi mesi. Secondo i dati di EEX, il rialzo dello 0,2% rispetto alla sessione precedente riflette una dinamica di mercato dominata dalla domanda stagionale e dalla ridotta offerta di gas russo, che — stando alle ultime stime dell’UE — ha coperto solo il 10% delle importazioni europee nei primi otto mesi del 2026. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha recentemente avvertito che, senza un’inversione di tendenza nei flussi da Norvegia e Algeria, il rischio di carenze nei mesi invernali persisterà, soprattutto in paesi come Italia e Germania, dove la dipendenza dal GNL (gas naturale liquefatto) è aumentata del 30% rispetto al 2025. Le compagnie energetiche italiane, tra cui ENEL e Edison, hanno già anticipato un aumento delle tariffe per il quarto trimestre, giustificando la decisione con i "costi di approvvigionamento in costante aumento". Un comunicato congiunto delle due aziende, diffuso ieri, sottolinea come i prezzi all’ingrosso "riflettano la realtà di un mercato globalizzato", senza però specificare se i margini di profitto — che nel primo semestre 2026 hanno superato i 3 miliardi di euro per il solo settore — verranno ridotti. La mancata trasparenza sulle dinamiche di pricing ha già scatenato critiche da parte dell’ARERA, che ha aperto un’indagine su possibili pratiche commerciali scorrette, con particolare attenzione ai contratti a prezzo fisso sottoscritti dai consumatori domestici. Il governo italiano, nel frattempo, ha confermato di non prevedere ulteriori interventi di sostegno alle bollette per il 2026, ribadendo che le misure introdotte lo scorso anno — tra cui il bonus gas per le famiglie a basso reddito — saranno estese solo "in caso di emergenza". La dichiarazione è arrivata durante una conferenza stampa del Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che ha definito i prezzi attuali "una conseguenza inevitabile della transizione energetica". Numeri alla mano, però, l’Agenzia delle Entrate ha calcolato che, tra bonus fiscali e agevolazioni, lo Stato ha già erogato 12,5 miliardi di euro in aiuti diretti al settore energetico dal 2022, senza che ciò abbia avuto un impatto significativo sulla riduzione dei prezzi al dettaglio.