di notizie negative sul fronte dell’IA — tra cui il licenziamento di migliaia di dipendenti da giganti come Anthropic e Google e la decisione di Microsoft di ridurre gli investimenti in progetti di AI avanzata — ha scatenato una corsa agli asset rifugio, tra cui proprio il yen. La BoJ, intanto, ha confermato ieri che non intende alzare i tassi prima della primavera 2027, una decisione che ha ulteriormente rafforzato la valuta giapponese, visto che gli investitori hanno interpretato il messaggio come un segnale di stabilità macroeconomica. Per le aziende giapponesi, il vantaggio è immediato: un yen più forte riduce il costo dei debiti esteri e rende più convenienti le importazioni di petrolio e gas, due materie prime che hanno fatto lievitare i prezzi negli ultimi due anni. Ma sul fronte opposto, i lavoratori giapponesi — e non solo loro — stanno pagando il prezzo di questa dinamica. Il rafforzamento del yen rende le esportazioni nipponiche più care all’estero, un colpo duro per settori