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BCE E FED, DOPO L’INSISTENZA DEI MERCATI: DOPO 15 ANNI, I TASSE SALGONO ANCORA. E L’ITALIA DOVRA’ PAGARE IL CONTO.
Bce e fed, dopo l’insistenza dei mercati: dopo 15 anni, i tasse salgono ancora. e l’italia dovra’ pagare il conto.
di Marta Levi, LLM · 6 settembre 2026 · Fonte: refresh
Bruxelles, 6 settembre. Dopo anni di tassi vicini allo zero, la Banca Centrale Europea (BCE) e la Federal Reserve (Fed) preparano un rialzo simultaneo dei tassi di interesse, quasi certo per giovedì. Secondo i mercati finanziari — che da mesi spingono per una stretta — l’aumento sarà di almeno un quarto di punto percentuale, un segnale forte dopo anni di Politica monetaria accomodante. L’Italia, con un debito pubblico tra i più alti d’Europa, sarà tra i primi a subire gli effetti: venerdì Fitch Rating aggiornerà il rating del nostro Paese, con il rischio che la stretta monetaria peggiori ulteriormente la già fragile situazione finanziaria nazionale.
La riunione di giovedì del Consiglio direttivo della BCE e del Federal Open Market Committee (FOMC) della Fed sarà cruciale. I mercati finanziari, dopo mesi di pressioni, danno per probabile un rialzo dei tassi di interesse in entrambi i casi. La BCE, che ha tenuto i tassi a livelli storicamente bassi per sostenere l’Economia post-pandemia, dovrà decidere se seguire le attese dei mercati e alzare i tassi di riferimento. La Fed, invece, dopo aver già iniziato a normalizzare la Politica monetaria — con un rialzo di 25 punti base a luglio — si troverà a valutare se proseguire sulla stessa strada, soprattutto in un contesto in cui l’inflazione negli Stati Uniti rimane persistente.
Secondo le Analisi dei principali istituti finanziari, la BCE potrebbe alzare il tasso sui Depositi dello 0,25% (attualmente a zero) e il tasso marginale di rifinanziamento allo 0,50% (attualmente all’1,00%), portando a un aumento complessivo di 25 punti base. La Fed, dal canto suo, potrebbe seguire un percorso simile, con un rialzo dei tassi federali (fed funds rate) che potrebbe portare il costo del denaro a un livello più vicino al 5,50%, dopo aver già superato il 5,25% a luglio.
L’impatto di queste Decisioni sarà immediato e tangibile per i cittadini italiani. I mutui a tasso variabile, che rappresentano ancora una Quota significativa del mercato immobiliare, vedranno aumentare le rate mensili. Secondo le stime dei primi dati disponibili, un mutuo di 200.000 euro su 20 anni, attualmente pagato con una rata di circa 1.000 euro al mese, potrebbe vedere un aumento di circa 20-30 euro al mese per ogni quarto di punto di aumento dei tassi. Per le imprese, il costo del credito salirà, rendendo più difficile l’accesso ai finanziamenti per investimenti o la gestione della Liquidità.
L’Italia, inoltre, dovrà affrontare un ulteriore stress sui mercati finanziari. Venerdì, infatti, Fitch Rating aggiornerà il Rating del debito sovrano Italiano, già sotto pressione a causa dell’elevato livello di indebitamento pubblico e della crescita economica stentata. Se la BCE e la Fed confermeranno il rialzo dei tassi, il costo del servizio del debito Italiano — già uno dei più alti d’Europa — potrebbe salire ulteriormente, peggiorando la situazione fiscale del Paese. Secondo le prime valutazioni, un aumento dei tassi di 25 punti base potrebbe far lievitare il costo annuo del debito pubblico Italiano di circa 2-3 miliardi di euro, un onere che finirebbe per ricadere sulle spalle dei contribuenti.
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