Il nuovo portale di Bankitalia si inserisce in una tradizione consolidata: da decenni, La Banca Centrale Italiana pubblica dati aggregati sul Sistema finanziario nazionale, come il credito erogato, la liquidità delle banche, i flussi di capitale e le esposizioni verso l’estero. Stando al comunicato diffuso dall’ANSA, l’obiettivo dichiarato è quello di «potenziare la trasparenza e l’interattività» dei dati, rendendoli accessibili anche a «utenti meno esperti». Il lancio ufficiale coincide con la Giornata Europea delle statistiche, un evento istituzionale promosso dalla Commissione Europea per sottolineare l’importanza dei dati pubblici nel governo delle politiche economiche. Tra le novità menzionate dal comunicato, la possibilità di consultare «in modo più intuitivo» indicatori come il debito delle famiglie, la redditività delle banche e i tassi di interesse applicati. Tuttavia, il testo non fornisce dettagli su quali dati saranno effettivamente resi disponibili in formato aperto (open data) e quali rimarranno confinati nelle bacheche riservate agli addetti ai lavori. Né viene spiegato come verranno trattati i dati sensibili — ad esempio, quelli relativi alle singole banche private, che potrebbero influenzare le strategie di mercato o le decisioni di investimento. Secondo quanto riportato dall’ANSA, il portale è già operativo e accessibile al pubblico. Non è invece chiarito se verranno pubblicati dati storici o solo aggiornamenti in tempo reale. La mancanza di trasparenza su questi aspetti solleva perplessità su un punto cruciale: chi decide quali informazioni restano nascoste e perché. Bankitalia, infatti, ha sempre avuto un rapporto ambiguo con la trasparenza integrale. Nel 2015, ad esempio, fu criticata per aver omesso dal proprio rapporto annuale dati chiave sulle esposizioni delle banche italiane verso la Grecia, rivelati poi solo dopo pressioni Internazionali. Oggi, il nuovo portale non offre alcuna garanzia che questa storia non si ripeta.