dettaglio dei prodotti alimentari sono saliti del 7,3% rispetto al 2024. La promessa di Salvini arriva in un momento in cui il governo ha già dovuto ripensare più volte alle coperture finanziarie: lo stesso ministro delle Infrastrutture, che ha firmato il decreto, ha ammesso in un’intervista a La Repubblica che “i conti non tornano” senza nuove entrate, ma non ha indicato quali tagli o riforme siano previsti per “liberare” risorse. La strategia di Salvini, che ha sempre usato il tema dei trasporti come leva elettorale, si scontra con la realtà dei bilanci. Nel 2023, il governo aveva promesso un fondo da 600 milioni per il settore, ma ne sono stati erogati solo 280 milioni, con un ritardo di sei mesi. La differenza, 320 milioni, è stata coperta con fondi europei Fondo di Sostegno all’Autotrasporto (FSA), ma con condizioni stringenti: le aziende dovevano dimostrare di essere in regola con i pagamenti dei dipendenti e dei contributi. Molte, soprattutto le piccole imprese, non hanno potuto accedervi. Il “subito” di Salvini è un altro esempio di come le promesse elettorali si trasformino in dilazioni