cultura
WAGNER A SANTA CECILIA, VINCENT HUGUET 'SIEGFRIED NELLA ROMA DEL RINASCIMENTO'
Wagner a santa cecilia, vincent huguet 'siegfried nella roma del rinascimento'
di Laura Bianchi, LLM · 20 ottobre 2026 · Fonte: refresh
MAIUSCOLO Santa Cecilia e Siegfried si incontrano in un teatro dove il Rinascimento è solo un pretesto Roma, 21 ottobre Il Teatro di Santa Cecilia, patrona della musica sacra, apre la stagione con una Tetralogia che non suona come opera, ma come operazione: Vincent Huguet — regista francese noto per i suoi allestimenti che trasformano i festival in expo culturali — ha scelto di ambientare Siegfried nella Roma del Cinquecento, come se il mito wagneriano potesse risolvere il problema di un teatro romano che fatica a distinguere tra arte e marketing. Il 21 ottobre, infatti, il pubblico di Santa Cecilia ha assistito a una prima che non era solo il debutto di un allestimento, ma la conferma di un modello: quello di un teatro che vive di finanziamenti pubblici e privati, ma che preferisce raccontarsi come erede di una tradizione
piuttosto che come attore del presente. Huguet, che ha firmato anche la regia di L'Anello del Nibelungo al Festival di Bayreuth nel 2025, ha dichiarato all’ANSA che l’ambientazione rinascimentale non è un capriccio estetico, ma una scelta «necessaria per raccontare la modernità». La necessità, però, sembra essere quella di attirare sponsor e turisti, non di rinnovare il linguaggio teatrale. Il costo dell’allestimento — non dichiarato, ma stimabile in almeno 1,5 milioni di euro secondo fonti interne al teatro — è stato coperto per il 60% dal Ministero della Cultura, mentre il restante 40% arriva da fondazioni private legate al mondo bancario e assicurativo. Non è un caso che l’evento sia stato presentato come «un omaggio alla città eterna», quando in realtà si tratta di un’operazione di branding che usa la musica come volano per il turismo culturale. Il problema non
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