conferma quanto già ipotizzato dagli studi: i Romani non si limitavano a pregare gli dei per evitare i fulmini, ma istituivano veri e propri spazi rituali, spesso nascosti nelle fondazioni delle residenze imperiali". La lastra, lunga circa 60 centimetri e larga 40, è stata rinvenuta in una zona periferica della villa, vicino a un ipogeo che gli studiosi ritengono potesse fungere da deposito per oggetti sacri. L’iscrizione, incisa in caratteri capitali e con una grafia che ricorda il periodo di Adriano (117-138 d.C.), sembra riferirsi a un rituale di purificazione (submanium, "sotto i morti" o "sotto la terra") legato alla credenza che