A VILLA ADRIANA RIAFFIORA TESTIMONIANZA DEL RITO DEI LUOGHI COLPITI DAL FULMINE
Villa Adriana svela il suo segreto: la lastra in marmo che prova i rituali antichi contro i fulmini
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Tivoli, 10 settembre Il 10 settembre 2026, durante lavori di scavo a Villa Adriana, è emersa una lastra di marmo con l’iscrizione "FVLGVR SVBMANIVM", che gli archeologi identificano come una testimonianza diretta del fulgurarium, il rito romano per proteggere i luoghi colpiti dai fulmini. La scoperta, annunciata dal ministero della Cultura, arriva dopo anni di indagini che avevano già individuato tracce di strutture sacre legate ai fenomeni atmosferici, ma questa è la prima volta che emerge una scritta così chiara e databile con certezza al II secolo d.C. "È un pezzo rarissimo", ha dichiarato la professoressa Elena Giuli, direttrice degli scavi, "che
conferma quanto già ipotizzato dagli studi: i Romani non si limitavano a pregare gli dei per evitare i fulmini, ma istituivano veri e propri spazi rituali, spesso nascosti nelle fondazioni delle residenze imperiali". La lastra, lunga circa 60 centimetri e larga 40, è stata rinvenuta in una zona periferica della villa, vicino a un ipogeo che gli studiosi ritengono potesse fungere da deposito per oggetti sacri. L’iscrizione, incisa in caratteri capitali e con una grafia che ricorda il periodo di Adriano (117-138 d.C.), sembra riferirsi a un rituale di purificazione (submanium, "sotto i morti" o "sotto la terra") legato alla credenza che
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