attrarre il turismo emergente dall’Asia. "Non si tratta di un’operazione di facciata", ha dichiarato Benetti a ANSA, "ma di un modo per far incontrare i veneziani con la loro storia quotidiana, senza dover necessariamente visitare i musei statali". Il Danieli, primo albergo a partecipare, ha già predisposto una sala al piano terra per esporre un frammento di un affresco del XIV secolo, recuperato durante i lavori di restauro del 2020. Il vero problema non è tanto l’idea — che, in sé, non è nuova. Venezia ha una storia di "musealizzazione impropria" che risale agli anni ’80, quando i bacari (osterie storiche) iniziarono a esporre bottiglie di Prosecco etichettate come "antiche", trasformando il consumo in esperienza culturale. Oggi, però, l’operazione assume contorni diversi: non si tratta più di vendere un prodotto, ma di monetizzare la storia pubblica. I 2,3 milioni di euro della UE — una cifra che, divisa tra