Venezia, 4 settembre. Valerio Mastandrea si presenta al Lido per discutere di paternità e imperfezione umana, portando al centro dell'attenzione culturale tre opere distinte come La Città dei Vivi, Nessun Dolore e Peccato, secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale Stampa Associata. L'attore e regista Romano espone la propria visione artistica e personale durante l'appuntamento veneziano, focalizzandosi sulla figura del genitore che sbaglia, che inciampa e che non risponde ai canoni edulcorati della perfezione borghese o della retorica familiare dominante. L'intervento al Lido si inserisce in una traiettoria professionale che ha visto Mastandrea muoversi con coerenza tra la commedia amara e il dramma sociale, esplorando le crepe irrisolte dei legami affettivi e sociali senza cedere alla tentazione della facile consolazione melodrammatica. La rassegna delle opere presentate — che comprendono La Città dei Vivi, Nessun Dolore e Peccato — costituisce il perno di un confronto pubblico in cui l'interprete Romano ribadisce la necessità di raccontare corpi e storie segnati dal fallimento, sottraendo la figura paterna alla retorica monumentale che spesso domina la rappresentazione cinematografica nazionale. L'iniziativa al Lido conferma la centralità di Mastandrea nel panorama autoriale italiano, capace di imporre una cifra stilistica riconoscibile anche quando attraversa registri narrativi differenti e complessi, mantenendo un legame stretto con la tradizione del cinema politico e civile che ha formato la sua sensibilità artistica fin dagli esordi.