di elaborazione, mostrano inoltre come il pittore manierista abbia impiegato vernici trasparenti per unire i singoli elementi — frutta, pesci, libri — in un effetto trompe-l’œil che superava le capacità ottiche dell’epoca. Il metodo, spiegano gli esperti, spiega perché alcune parti del dipinto — come il naso formato da un cetriolo o la barba di peperoncino — sembrano "galleggiare" rispetto al fondo. "La tac ha rivelato che Arcimboldo non si limitava a sovrapporre i materiali, ma li incastrava in una struttura quasi scultorea", ha dichiarato alla Lente Mattutina il restauratore Luca Moretti, coordinatore del progetto. "Questo spiega perché, dopo secoli, il dipinto mantiene ancora quella vitalità illusionistica che ha stupito già i