Il progetto, promosso e curato da Marianna Accerboni, si articola attorno alla creazione di due profumi distinti che intendono evocare l'immaginario visivo e biografico di Leonor Fini. Secondo quanto emerso durante la presentazione triestina, le fragranze non si limitano a essere un semplice omaggio, ma ambiscono a codificare la complessità di una personalità che nel corso della sua esistenza ha spaziato tra pittura, scenografia, costumistica e letteratura. La proposta di Marianna Accerboni si inserisce in un filone di valorizzazione culturale che sceglie la via del merchandising sensoriale per avvicinare il grande pubblico alla produzione artistica della Fini. Le note olfattive sono state studiate per riflettere la dualità di un'artista che ha saputo imporre la propria visione estetica in contesti Internazionali, mantenendo sempre un legame profondo con le sue radici e la sua identità. La presentazione, avvenuta in un contesto cittadino che storicamente ha visto il passaggio di intellettuali e artisti di rilievo, punta a riattualizzare la memoria di Leonor Fini attraverso un'esperienza che, nelle intenzioni della curatrice, dovrebbe permettere una fruizione più intima e personale delle sue due anime creative. L'operazione editoriale e commerciale di Marianna Accerboni si configura come un tentativo di mediazione tra il rigore della critica d'arte e le dinamiche del mercato dei beni voluttuari, cercando di estendere il raggio d'azione del mito di Leonor Fini oltre i confini delle gallerie e dei musei.