funzionario culturale mai citato in pubblicazioni accademiche, ha dichiarato all’ANSA che "la passione conta più della certificazione", una frase che suona come un invito a ignorare le regole di un settore dove, come ricorda l’ICOM, i musei devono essere "istituzioni al servizio della società". Mentre la Duse, nel 1900, si esibiva in un teatro affollato per dimostrare che l’arte non è spettacolo ma trasformazione, qui si vende l’idea di un bacio come oggetto da collezionare, quasi fosse un vinile rilegato. La mostra, aperta al pubblico dal 15 ottobre, si inserisce in una tradizione italiana di musei low-cost che nascono da un’idea geniale e muoiono per mancanza di fondi. Non è la prima volta che un museo abruzzese si ritrova a dover spiegare come ha acquisito pezzi di valore storico: nel 2022, il Museo della Civiltà Contadina di Chieti fu costretto a restituire una collezione di attrezzi agricoli dopo che un esperto dell’Università di Napoli denunciò l’assenza di catalogazione. Qui, invece, il problema non è