Il Tintoretto, morto nel 1588, è stato il primo pittore a usare la luce come strumento narrativo — una tecnica che oggi, nel 2026, risuona con l’estetica dei videogiochi e delle serie TV. La mostra non si limita a riproporre i capolavori, come Il Miracolo di san Marco o La Crocifissione, ma li mette in dialogo con opere contemporanee: un Judas del Tintoretto è affiancato a un video di un artista digitale che ne ricostruisce la fisionomia in 3D. "Il pubblico moderno — spiega Claire Delacroix, direttrice del Musée Jacquemart-André — non vuole solo ammirare: vuole interagire. Ecco perché abbiamo inserito QR code che portano a contenuti extra su TikTok e Instagram." La strategia funziona: nei primi tre giorni di apertura, la pagina ufficiale