che spesso coincidono con le fasi elettorali. Nel 1996, per esempio, il premio Maschere fu assegnato in Campidoglio durante il mandato di Walter Veltroni come sindaco di Roma, un periodo in cui il teatro venne promosso come leva di identità civica. Oggi, con Mattarella in carica, la cerimonia ripete lo schema: il teatro come specchio delle priorità politiche, non come spazio autonomo. De Francovich, 72 anni, è una figura chiave di questo sistema. La sua carriera — segnata da collaborazioni con Franco Zeffirelli e Luciano Emmer, e da un rapporto stretto con il mondo accademico (ha insegnato regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica) — gli ha valso sia riconoscimenti che critiche. Nel 2019, il suo spettacolo Macbeth al Teatro Argentina fu finanziato con 85.000 euro dal MIC, ma la produzione venne accusata di clientelismo da parte di attori indipendenti, che denunciarono la mancanza di trasparenza nei bandi. De Francovich, in un’intervista a La Repubblica del 2021, aveva definito il teatro italiano un "ecosistema malato", dove i premi servono più a legittimare carriere che a sostenere progetti innovativi. La sua vittoria al Maschere alla carriera, allora, non è solo un riconoscimento artistico: è un segnale di come il sistema premi la