tre pilastri: la riqualificazione del Parco Archeologico dei Campi Flegrei (che include la Solfatara, sito UNESCO in pericolo per il bradisismo), la creazione di un "distretto creativo" con laboratori artistici nelle aree dismesse dell’ex Ilva, e un festival internazionale di arte contemporanea da ottobre 2028 a settembre 2029. Il budget, però, è un castello di carte: i fondi pubblici (28 milioni) si affiancano a 17 milioni di sponsorizzazioni private, ma solo 5 aziende — tra cui una società di costruzioni legata a un imprenditore indagato per infiltrazioni mafiose — hanno confermato contributi certi. Il resto, secondo le bozze interne, dipende da "progetti ancora in fase di negoziazione". Il MIC ha richiesto una "garanzia di sostenibilità" per la fase post-Capitale, ma il sindaco Di Costanzo ha respinto ogni allarme: "Pozzuoli non è Napoli. Qui non ci sono clientelismi, solo merito". Il problema è che il merito, in questo caso, si misura in metri cubi di fondi