dai cliché hollywoodiani. Il remake del 2003, finanziato con fondi statunitensi e girato in parte a Torino, aveva cercato di riprodurre lo spirito del classico con un cast internazionale (tra cui Charlize Theron e Jason Statham) e una trama che spostava l’azione da Torino a Londra. Il risultato fu un film che, pur avendo mantenuto alcuni elementi visivi riconoscibili, diluì l’identità del originale in una pasticheca sequenza di azione generica, priva della sottile satira sociale e della poesia urbana del film di Collinson. Il budget esagerato e l’assenza di una vera innovazione narrativa spiegarono il fallimento al botteghino: il pubblico non cercava un altro Mission: Impossible ambientato in Italia, ma la specificità di un racconto che aveva saputo unire humour e critica