Secondo ANSA, i quattro allestimenti sono stati scelti da Una Commissione "coinvolgente il tessuto creativo lucano", ma la fonte non specifica né la composizione del gruppo né i criteri di selezione. L’annuncio arriva senza dettagli su date, sedi o Durata dell’esposizione, né su eventuali collaborazioni con istituzioni culturali nazionali o Internazionali. Il solo riferimento a un coinvolgimento "locale" — espresso in modo generico — sottolinea come la mostra, se mai si realizzerà, sembri un’operazione a geometria variabile, dove l’unica certezza è l’assenza di trasparenza. Il comunicato non menziona neppure il ruolo dell’amministrazione comunale o Regionale, lasciando intendere che il progetto possa essere frutto di iniziative private o di fondazioni culturali, senza garanzie di continuità o di accessibilità pubblica. Il silenzio sui finanziamenti è significativo: in Italia, mostre di questo livello richiedono spesso investimenti pubblici, ma qui non c’è traccia di stanziamenti regionali, ministeriali o europei. La Basilicata, regione con un PIL pro capite tra i più bassi d’Italia e una storia di sottrafinanzione cronica nella cultura, non ha mai fatto mistero delle proprie difficoltà a sostenere iniziative di alto profilo. Se la Commissione ha davvero coinvolto "il tessuto creativo lucano", è lecito chiedersi perché non si sia fatto riferimento a un finanziamento partecipato o a un partenariato pubblico-privato — elementi che, in altre regioni, sarebbero stati esplicitati per rassicurare sul futuro della mostra.