il resto del paese non esiste. La struttura del film — 80 minuti di montaggio serrato tra interviste, spezzoni di discorsi politici, sketch parodistici e flashback a eventi come le elezioni del 2008 o il referendum sul divorzio — è la riproduzione fedele di un genere che Veltroni ha contribuito a definire: il politico-spectacle. Non c’è analisi, non c’è confronto con le contraddizioni del suo stesso percorso (da leader di sinistra a sostenitore di governi tecnici, da sindaco di Roma a commentatore televisivo). C’è solo la narrazione di un’Italia che esiste solo per Veltroni: i suoi incontri con Berlusconi, le sue battute con i Gialappa’s, i suoi coming out mediatici. Il film, girato in digitale con una estetica low-fi che ricorda i video di YouTube degli anni 2010, è un omaggio alla propria brand identity: Veltroni come personaggio, non come uomo politico. La Gialappa’s, da parte sua, ha trasformato il progetto in un product placement permanente, inserendo nel montaggio citazioni da Striscia la notizia e Che tempo che fa come se fossero momenti storici a sé stanti. Il finanziamento del