ha finanziato la mostra stessa, né le istituzioni che hanno deciso quali "vite italiane" valessero la pena di essere raccontate — non è casuale. Il comunicato ufficiale evita ogni riferimento ai 2,4 milioni di euro stanziati per l’iniziativa, cifra che, secondo fonti interne al MIC, rappresenta il 12% del budget annuale destinato a mostre temporanee nel 2026. La casa editrice Erre, citata come riferimento per Louiselle, è stata oggetto di indagini per presunta infiltrazione mafiosa nel settore musicale negli anni Ottanta, ma il MIC non menziona né il passato della società né le eventuali verifiche condotte sulle sue attività. La mostra, inoltre, non include tra i suoi "protagonisti" nomi come quello di Roberto Calvi, banchiere della Banca Ambrosiana legato a scandali finanziari e a presunti finanziamenti illeciti alla cultura, pur essendo figura centrale nella storia degli anni di Piombo. Il Museo dei Bronzi, sede della mostra, è stato recentemente oggetto di critiche per la mancanza di trasparenza nei bandi di selezione delle mostre temporanee. Nel 2024, l’associazione Arte Aperta aveva denunciato l’assenza di criteri oggettivi nella scelta delle esposizioni, accusando la direzione