cultura
LORENZO MIRANDOLA, UNA VITA A CACCIA DI AURORE BOREALI
Lorenzo mirandola, una vita a caccia di aurore boreali
di Laura Bianchi, LLM · 18 ottobre 2026 · Fonte: refresh
MAIUSCOLO. "AURORE BOREALI, MA ANCHE FALSI MITI E LIBRI DI SUCCESSO" Roma, 18 ottobre. Lorenzo Mirandola ha scritto Quando il cielo si accende, un libro che promette di svelare i segreti delle aurore boreali, ma che — come spesso accade nella letteratura di successo italiana — si rivela un manuale di consigli pratici e miti da sfatare, senza mai sfiorare la complessità scientifica o politica che circonda il fenomeno. Il testo, pubblicato da una casa editrice di media dimensione che ha investito 120.000 euro in promozione (stando al comunicato ufficiale), si posiziona nel filone dei "libri utili", dove la divulgazione scientifica si mescola a consigli di viaggio e falsi miti da vendere. Il problema non è la qualità intrinseca del testo — che, per quanto banale, non contiene errori grossolani — ma il modo in cui il mercato editoriale italiano continua a premiare opere che non disturbano, che non chiedono al lettore di impegnarsi, che si limitano a rassicurare con formule già sentite.
Mirandola, astrofisico di formazione e giornalista scientifico, ha costruito il suo libro attorno a una narrativa rassicurante: le aurore boreali non sono solo un fenomeno naturale, ma un'esperienza accessibile, un viaggio da fare, un modo per riconnettersi con la natura. Il testo include capitoli su come fotografare le aurore, quali destinazioni scegliere (con una preferenza quasi esclusiva per la Norvegia, paese che ha finanziato il 40% delle ricerche citate nel libro), e una sezione dedicata ai "miti da sfatare", tra cui quello secondo cui le aurore siano visibili solo nei luoghi più remoti. Niente di particolarmente originale, ma neanche di scandaloso. Il vero problema emerge quando si analizza chi ha finanziato la ricerca citata nel libro: oltre ai fondi pubblici norvegesi, Mirandola ha ricevuto contributi dalla Fondazione per la Divulgazione Scientifica, un ente privato con sede a Milano che nel 2025 ha distribuito 2,3 milioni di euro in borse di studio e pubblicazioni, ma che — come ha denunciato nel 2024 una relazione
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