avanti: non si tratta di un prodotto di consumo, ma di un oggetto quotidiano, quasi un cult object per generazioni di studenti e impiegati. La sfida è chiara — e rischiosa. Mika dovrà trasformare un’azienda di B2B (business-to-business, con clienti principalmente scuole e uffici) in un marchio B2C (business-to-consumer), dove il valore non è più solo funzionale, ma emotivo e identitario. Il comunicato non specifica come verrà declinata questa strategia, ma alcuni indizi arrivano dal passato. Nel 2023, Stabilo ha già sperimentato un rebranding con campagne che mettevano in scena matite come "strumenti di libertà creativa", un messaggio che ha suscitato ironia tra gli addetti ai lavori. Ora, con Mika al timone, si punta probabilmente su una narrativa più espressiva: pensate a penne che diventano accessori di tendenza, o a portamine personalizzati con design firmati dall’artista. Il rischio è quello di banalizzare un prodotto che, per decenni, ha rappresentato la normalità — e di deludere i clienti tradizionali, abituati a un’azienda che non si è mai distinta per innovazione, ma per affidabilità. La scelta di Mika non è casuale. Il cantante ha costruito la propria carriera su una estetica