Il libro del giorno
Il libro del giorno: «La via del mare. Sulle rotte dell’impero perduto del Portogallodi Erika Fatland»
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un saggio di viaggio e antropologia che ripercorre le vestigia dell'antico impero coloniale portoghese
Siediti pure, caro amico, e lascia che ti parli dell'ultima uscita di Marsilio. Erika Fatland, antropologa di Oslo, ci conduce per mano in un itinerario che è al contempo storico e geografico: 'La via del mare'. L'autrice decide di ripercorrere le orme dell'impero lusitano, ricordandoci che il Portogallo, in tempi remoti, era una Lusitania ben più vasta di quella che oggi troviamo sulle mappe.
Tutto ha inizio con Enrico il Navigatore, l'uomo che accese la scintilla di un'espansione capace di ridefinire l'assetto politico e culturale del mondo. Fatland ci trascina in un'odissea che spazia dal Golfo di Biscaglia al Capo di Buona Speranza, toccando l'Oceano Indiano, lo stretto di Malacca e arrivando fino al Giappone e al Brasile. Emergono figure leggendarie: Bartolomeo Diaz, che aprì la via per l'India; Vasco da Gama, che la percorse; e Pedro Álvares Cabral, che approdò nelle terre brasiliane.
Ma ciò che rende il volume vivo è l'intreccio tra il passato e il presente. L'antropologa non si limita all'archivio, ma percorre fisicamente quelle rotte, raccogliendo testimonianze da persone di ogni estrazione. In queste ex colonie, scopre che il Portogallo non è svanito del tutto: sopravvive in un'eco di lingua, costumi e un affetto sincero che ancora lega popoli lontani alla terra di Lisbona. Un resoconto curato, scritto con un entusiasmo che non teme l'analisi.
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