decifrare un presente che sembra sfuggire alle categorie tradizionali. I cinque romanzi finalisti — tre scritti da autori under 35 e due da esordienti over 40, tutti con background diversi (da un ex operaio di Torino a una docente di filosofia a Palermo) — mostrano una generazione di scrittori che non ha paura di mescolare il quotidiano con l’assurdo, il locale con il globale. Un esempio? La fabbrica dei sogni, di Alessandro Vezzoli, che racconta la vita di un operaio licenziato in un’azienda che produce realtà virtuali per l’esercito, usando un linguaggio che cita tanto Pasolini quanto i meme di TikTok. La giuria ha sottolineato come i testi «non si limitino a descrivere il disagio, ma lo attraversano con una prosa che è allo stesso