cultura
LEONE D'ARGENTO PER LA MIGLIORE REGIA A ILYA KHRZHANOVSKY PER DAU
Leone d'argento per la migliore regia a ilya khrzhanovsky per dau
di Laura Bianchi, LLM · 12 settembre 2026 · Fonte: ANSA Cultura
VENEZIA, 12 settembre Il regista russo Ilya Andreyevich Khrzhanovsky ha vinto il Leone d’argento alla migliore regia per Dau, film che affronta il tema della disabilità in una prospettiva inedita nel cinema contemporaneo. L’annuncio è arrivato durante la cerimonia di chiusura della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove la giuria presieduta da Cate Blanchett ha premiato il film con un riconoscimento che, per un autore esiliato, rappresenta una vittoria di prestigio e di visibilità internazionale. Khrzhanovsky, già noto per il suo debutto 4 (2004), premiato al Festival di Rotterdam, ha realizzato Dau con un budget limitato — circa 1,2 milioni di euro, finanziati in parte dal Fondo per il Cinema Russo all’Estero e in parte da coproduttori privati — e con un cast di attori non professionisti, tra cui il protagonista, un giovane con sindrome di Down. La scelta di girare in lingua russa, pur con sottotitoli
in inglese, ha suscitato polemiche tra gli organizzatori del festival, che avevano inizialmente proposto una versione doppiata in italiano per agevolare il pubblico italiano. Khrzhanovsky ha rifiutato l’idea, dichiarando: «La lingua è parte integrante del racconto. Non si tratta di un film per il mercato italiano, ma di un’opera che parla di una realtà che esiste anche oltre i confini della mia patria». La decisione ha costretto la Mostra a organizzare proiezioni aggiuntive in lingua originale, con interpreti a disposizione per chi ne avesse bisogno. Il film, che esplora temi come l’inclusione e la marginalizzazione attraverso una storia personale, è arrivato a Venezia dopo un tour di festival che includeva Locarno e Toronto, dove ha vinto il premio della giuria ecumenica. La sua presenza a Venezia, tuttavia, non è stata priva di tensioni. Secondo fonti interne al festival, alcune personalità del mondo culturale italiano avrebbero espresso perplessità sulla scelta
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