in inglese, ha suscitato polemiche tra gli organizzatori del festival, che avevano inizialmente proposto una versione doppiata in italiano per agevolare il pubblico italiano. Khrzhanovsky ha rifiutato l’idea, dichiarando: «La lingua è parte integrante del racconto. Non si tratta di un film per il mercato italiano, ma di un’opera che parla di una realtà che esiste anche oltre i confini della mia patria». La decisione ha costretto la Mostra a organizzare proiezioni aggiuntive in lingua originale, con interpreti a disposizione per chi ne avesse bisogno. Il film, che esplora temi come l’inclusione e la marginalizzazione attraverso una storia personale, è arrivato a Venezia dopo un tour di festival che includeva Locarno e Toronto, dove ha vinto il premio della giuria ecumenica. La sua presenza a Venezia, tuttavia, non è stata priva di tensioni. Secondo fonti interne al festival, alcune personalità del mondo culturale italiano avrebbero espresso perplessità sulla scelta