100.000 immagini provenienti da 140 paesi. Lo scatto vincitore, che ritrae due gufi reali (Bubo bubo) in un momento di quiete naturale, è stato descritto dalla giuria come “un capolavoro di composizione e luce, capace di catturare l’essenza stessa della selvatichezza”. Il nome Egger — che in tedesco significa letteralmente “uovo”, ma che in Italia è soprattutto associato a marchi industriali o a un gruppo musicale attivo negli anni Duemila — non è nuovo al mondo della fotografia, ma certo non era mai stato legato a un titolo del genere. La scelta di pubblicare lo scatto senza attribuire il nome completo del fotografo — un dettaglio che l’Ansa non ha specificato — lascia intendere una certa riservatezza, forse legata alla volontà di evitare il rischio di un hype mediatico eccessivo su un lavoro che, per quanto straordinario, è frutto di osservazione e pazienza più che di fama pregressa. Val Venosta, 11 settembre. La vittoria di Egger non è solo una notizia