qui ha iniziato a esibirsi nei club del circuito country, qui ha scritto alcuni dei suoi brani più celebri (come Jolene e 9 to 5), e qui ha costruito l’impero di Imagination, la sua multinazionale che va dall’editoria alla produzione cinematografica. L’aeroporto, inaugurato nel 1973, era già stato intitolato a personaggi legati alla musica — come l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, cui è dedicata la terminale principale — ma mai a un’artista ancora in vita. La scelta di Parton, morta dopo una battaglia pubblica contro il cancro, trasforma il riconoscimento in un tributo postumo che supera i confini della semplice onorificenza. La decisione ha scatenato reazioni contrastanti. Da un lato, organizzazioni come la Country Music Association hanno definito l’iniziativa “un atto di giustizia storica”, ricordando come Parton abbia “rivoluzionato il genere” e aperto le porte a generazioni di artisti donne. Dall’altro, critici come il giornalista musicale David Wild (autore di The New York Times) ha sottolineato come il nome dell’aeroporto finisca per essere “un altro capitolo della Dollyfication di Nashville”: la città, infatti, ha già intitolato strade, scuole e parchi alla cantante, ma il suo