La Metropolitan Museum of Art di New York accoglie Plautilla Nelli (1524-1588) in una retrospettiva che segna il suo primo grande ritorno dopo la esposizione degli Uffizi del 2017. L'artista, suora domenicana presso il convento di Santa Caterina da Siena in Piazza San Marco a Firenze, era rimasta a lungo un'ombra nella storia dell'arte, citata da Giorgio Vasari ma dimenticata dai canoni ufficiali. Questa esposizione riordina la sua opera, evidenziando l'influenza determinante delle prediche di Girolamo Savonarola e lo stile di Fra Bartolomeo, maestro che la formò indirettamente. La mostra non si limita a esporre i lavori, ma contestualizza la figura di una donna che dipingeva in un'epoca in cui l'accesso al bottegaio era precluso alle monache. I curatori hanno selezionato opere che dimostrano una tecnica raffinata, nonostante l'assenza di una formazione accademica tradizionale, sfatando il mito dell'artista dilettante. È la prima volta che un'istituzione di questo calibro negli Stati Uniti le dedica una sezione così ampia, riconoscendole un posto accanto ai grandi maestri fiorentini del Cinquecento. La scelta di New York non è casuale: il mercato dell'arte americano è il termometro della riscoperta delle figure marginali della storia, spesso escluse dalla narrazione eurocentrica. Plautilla Nelli diventa così un caso studio per chi studia il ruolo delle donne nell'arte rinascimentale, passando da curiosità di nicchia a soggetto Centrale del dibattito critico contemporaneo.