jazz europeo. Il festival, finanziato per il 60% dal bando Cultura e Creatività della Regione Friuli-Venezia Giulia (120.000 euro su un budget totale di 200.000) e per il resto da sponsor privati — tra cui la banca regionale Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e la cantina La Farina d’Oro — si presenta come un esempio di soft diplomacy transfrontaliera. Ma se la pace è l’argomento ufficiale, il vero prodotto di scambio resta il vino: il 40% del programma prevede incontri con enologi e sommelier, e la vendita di bottiglie durante gli eventi contribuisce a coprire il 30% delle spese. "Il vino è il nostro biglietto da visita", ha dichiarato al Gazzettino il presidente di Collio Jazz, Daniele Zorzi, aggiungendo che "la musica serve a creare un’atmosfera, ma è il territorio — e quello che produce — a fare da volano". Il festival non è un caso isolato. Da anni, il confine italo-sloveno è diventato