cultura
A PERUGIA LA SETTIMANA DELLA CUSTODIA, PER LA CURA DEI BENI COMUNI
La Custodia dei beni comuni: Perugia difende il valore dell'unità
di Tommaso Riva, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: ANSA Cultura
MAIUSCOLO Perugia celebra la "custodia" dei beni comuni: 14 giorni per ripensare la proprietà Perugia, 10 settembre. La città umbra ospita dal 10 al 17 settembre la prima edizione della Settimana della custodia, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Cucinelli e dal Comune per riflettere sulla gestione dei beni comuni. L’evento, che si svolge in un periodo scelto non a caso — la durata di una settimana, unità cronologica antica quanto il calendario lunisolare — intende mettere sotto la lente il concetto di proprietà collettiva, tra dibattiti, laboratori e installazioni artistiche. Il programma, che include incontri con esperti di diritto civile e workshop partecipativi, si conclude con una marcia cittadina sabato 17, alle 15:00, partendo da Piazza IV Novembre. La scelta di una settimana come unità temporale non è casuale. Secondo il comunicato stampa, l’obiettivo è sottolineare come il tempo ciclico — sette giorni, sette fasi lunari — sia da sempre stato un riferimento per
la collettività nella gestione delle risorse. "La custodia non è un concetto astratto, ma una pratica concreta che riguarda ogni cittadino", ha dichiarato il sindaco Andrea Saltini durante la presentazione. "Si tratta di ripensare la proprietà come responsabilità condivisa, non come diritto individuale". L’iniziativa si inserisce in una serie di progetti della Fondazione Cucinelli, che da anni promuove modelli di economia circolare e partecipativa, come il Museo della Custodia inaugurato nel 2024. Il dibattito si snoda tra due poli: da un lato, la critica alla privatizzazione dei beni pubblici — tema caldo in Italia, dove il valore dei beni demaniali gestiti da enti locali è stimato in oltre 100 miliardi di euro, secondo i dati del Ministero dell’Economia — e dall’altro, la proposta di modelli alternativi. Tra gli ospiti previsti, il giurista Stefano Rodotà (figura storica del dibattito sui beni comuni) e l’architetto Stefano Boeri, che discuterà di come l’urbanistica possa diventare strumento
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