singoli spettacoli, non per la loro estensione. La scelta di un set da otto ore non è solo una sfida logistica, ma anche un’operazione di marketing che punta a creare un evento instagrammabile e da streaming in diretta. Karima, già nota per la sua capacità di adattarsi a diversi generi — dal jazz al soul, passando per influenze africane — si troverà a dover gestire un palcoscenico per un tempo che supera di gran lunga quello standard dei concerti live. Secondo quanto riportato dal comunicato, il festival intende "trasformare l’ascolto in un’esperienza immersiva", un concetto che, in un’epoca dove la concentrazione media di un utente online si attesta sui 8 secondi, suona più come un esercizio di resistenza che come una vera innovazione. La domanda che sorge spontanea — e che il festival non si prende la briga di rispondere