IL CORTO 'È PIÙ DIFFICILE' CONTRO IL CYBERBULLISMO PRESENTATO IN UN INCONTRO A V
Il corto 'è più difficile' contro il cyberbullismo presentato in un incontro a v

MAIUSCOLO Un corto su un caso reale: il cyberbullismo che uccide Venezia, 11 settembre 2026 Aldo Iuliano ha trasformato un episodio di cyberbullismo avvenuto nel 2024 in un corto di 20 minuti, È più difficile, presentato ieri in anteprima a Venezia nell’ambito di Cortinametraggio. Il film, finanziato dalla Regione Veneto e prodotto da una cooperativa di operatori culturali locali, racconta la storia di una studentessa di 16 anni, Vittoria, vittima di minacce online che sfociano in un tentato suicidio. Il titolo, tratto da una frase pronunciata dalla ragazza durante le indagini, sintetizza la contraddizione centrale del caso: mentre i genitori e la scuola si dibattono tra incompetenza e burocrazia, i bulli — adolescenti di un liceo privato di Mestre — agiscono con l’impunità garantita da un silenzio istituzionale. Il corto è stato proiettato durante un incontro promosso dal Comune di Venezia, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità, ma non è stato distribuito nelle scuole venete, dove il fenomeno del cyberbullismo registra un aumento del 30% negli ultimi due anni, secondo i dati del Ministero dell’Istruzione. Il corto di Iuliano non è un esercizio di stile: è un documentario fiction costruito su un caso giudiziario ancora aperto. Vittoria (interpretata da una giovane attrice non professionista, scelta tra le partecipanti a un casting promosso dall’associazione Noi Sì, finanziata dal Fondo per le politiche giovanili della Regione) porta con sé i dettagli reali del processo: le chat WhatsApp in cui i bulli la definivano «una puttana da eliminare», le denunce presentate alla Squadra Mobile di Venezia che non hanno portato a indagini, il ricorso al Garante per l’Infanzia che ha ottenuto solo una multa di 500 euro per i genitori dei
