comunicato, «esplora il ruolo del barbiere come figura di transizione, tra tradizione e innovazione». Non è un caso che la produzione sia stata finanziata dall’Opéra de Paris con un budget di 1,8 milioni di euro, una cifra che riflette l’interesse istituzionale per opere che riescono a coniugare tradizione e attualità. La scelta del luogo — la Place de la Bastille, storicamente simbolo di rivolta e rinnovamento — non è casuale: Michieletto, come ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera nel 2025, «vuole mostrare come i mestieri artigianali, spesso emarginati, siano in realtà i veri architetti della società». Il cast include voci di spicco come la soprano Anna Netrebko, già associata a produzioni di Michieletto, e il baritono Luca Salsi, che interpreta Figaro. La scenografia, curata da Alessandro Filippini, riproduce un barbiere parigino del XIX secolo, con attrezzi originali e una luce che evoca sia la precisione del lavoro manuale che la sua fragilità. «Il barbiere non è solo un personaggio — ha spiegato Michieletto a La Repubblica — è una metafora. Tagliare la barba