2023, quando Presadiretta si presentò come alternativa al cinema di nicchia, puntando su format a basso costo realizzati da registi emergenti. Quei progetti, però, furono finanziati attraverso bandi regionali — non con i fondi nazionali — e coprirono meno dell’1% del budget totale. Ora, la promessa di “spazio all’Italia” arriva in un momento in cui il MIC sta riducendo i fondi per il cinema indipendente: nel 2026, i contributi per le produzioni under 1 milione di euro sono stati tagliati del 15%, mentre le major straniere hanno visto aumentare i loro sgravi fiscali del 30%. Iacona non ha risposto a domande su come intenda finanziare i nuovi conteniti italiani, se attraverso i 12 milioni già assegnati o con nuovi fondi. La piattaforma, del resto, ha già usato il 60% dei 12 milioni per acquisire diritti di film americani e serie britanniche — scelte che hanno portato a un calo del 35% delle visualizzazioni di produzioni italiane. Il dettaglio che non torna è la discrepanza tra la retorica e i numeri. Nel 2024, Presadiretta ha diffuso un report intitolato “L’Italia che non vediamo”, un format partecipativo finanziato con 500.000 euro di fondi regionali. Il report, però, è stato realizzato da una cooperativa di registi napoletani senza contratto con la piattaforma e senza alcuna garanzia di diffusione nazionale. Quando l’ANSA ha chiesto spiegazioni, la risposta ufficiale è stata: “Siamo in fase di definizione di nuovi partenariati con enti