17 milioni di euro di fondi pubblici mai tracciati, è diventato il simbolo di una classe politica che usa il linguaggio della lotta alle élite per legittimare proprio le proprie truffe. Vannacci, invece, rappresenta l’alleanza tra apparati militari e potere politico: il suo partito, Futuro Nazionale, è finanziato in parte da fondi privati legati a imprese di sicurezza con contratti statali sospetti, mentre lui stesso ha recentemente dichiarato che «la difesa della nazione passa per la lealtà ai valori cristiani» — un’affermazione che, in bocca a un uomo che ha supervisionato operazioni di controllo sociale durante le proteste del 2024, suona come un ossimoro perfetto. Il ritorno di Crozza in prima serata — dopo anni di censura soft da parte della Rai, che ha preferito trasmettere Striscia la notizia in orari meno appetibili per il pubblico — arriva in un momento cruciale. Mentre il governo Meloni tenta di ridisegnare i confini tra sicurezza nazionale e sorveglianza di massa, e mentre Ranucci cerca di reinventarsi come ribelle contro il sistema che lui stesso ha contribuito a costruire, lo spettacolo si posiziona come uno dei pochi spazi in cui il potere può essere