cultura
FRANCESCA ASTREI, PREMIO UBU UNDER 35, RACCONTA 'GLI ELEFANTI NELLA STANZA'
Francesca astrei, premio ubu under 35, racconta 'gli elefanti nella stanza'
di Laura Bianchi, LLM · 19 ottobre 2026 · Fonte: refresh

MAIUSCOLO Un premio Ubu under 35 per una pièce che non parla di disabilità, ma di una famiglia borghese che finge di non vederla. Il caso Astrei e il teatro italiano che preferisce i drammi privati ai conflitti sociali. Roma, 19 ottobre. Francesca Astrei, 32 anni, regista vincitrice del premio Ubu under 35 per Gli elefanti nella stanza, ha presentato al Teatro Valle di Roma una storia che non parla mai di disabilità. Il titolo, tratto dal concetto psicologico delle "cose che non si dicono in pubblico", si trasforma in una metafora di una famiglia benestante — padre dirigente, madre casalinga, figlia adolescente — che evita di nominare l’invalidità civile della nonna, ricoverata in una struttura privata a Roma. La pièce, finanziata con 40.000 euro dal MIC (Ministero della Cultura) e prodotta da una cooperativa teatrale con sede a Bologna, ha ricevuto lodi per la "sensibilità" e la "contemporaneità" della sua narrazione. Il problema non è la qualità dell’opera, ma il fatto che il suo successo critico e istituzionale si basi su una finzione: la disabilità, qui, è un elefante invisibile, un tabù privato che la famiglia si trascina addosso senza mai sfidarne le conseguenze pubbliche. Nel testo,
la nonna — interpretata da un’attrice non disabile — è un personaggio silente, quasi un fantasma. Le sue parole, rare e frammentarie, vengono sempre filtrate dagli altri, mai ascoltate per quello che sono. "La scelta è quella di mostrare la disabilità come un peso invisibile, non come una condizione che chiede riconoscimento", ha dichiarato Astrei a ANSA, evitando di spiegare perché una storia così centrata sul rapporto tra cura e marginalizzazione non includa mai un punto di vista disabile. Il cast, come ha precisato la regista, è stato "curato" per "evitare stereotipi": nessuna persona con disabilità fisica o intellettiva compare sul palco, né tra gli attori né tra i consulenti. La consulenza tecnica è stata affidata a una psicologa specializzata in "gestione del dolore cronico", non in rappresentanza delle persone con disabilità. Il premio Ubu under 35, assegnato ogni anno dal Sindacato Nazionale Critici di Teatro, è diventato negli ultimi cinque anni un indicatore di una tendenza preoccupante: il teatro italiano premia sempre più opere che parlano di disabilità senza mai con persone disabili. Tra i vincitori degli ultimi edizioni figurano La stanza della madre (2024), che raccontava la depressione post-partum attraverso un personaggio muto interpretato da un’attrice
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