segnalato come prioritario da storici dell’arte e da tecnici del Bargello già nel 2022, quando un rapporto interno della Soprintendenza aveva evidenziato il rischio di degrado accelerato per mancanza di fondi dedicati alla manutenzione ordinaria. I bronzi, che rappresentano i due granduchi nei loro abiti funerari, erano stati danneggiati da umidità e infiltrazioni, aggravate dalla mancanza di un sistema di monitoraggio climatico adeguato. La scelta di procedere al restauro nonostante i tagli al bilancio del MIC (Ministero della Cultura) ha suscitato perplessità tra gli addetti ai lavori: i fondi stanziati per l’intervento — circa 250.000 euro — sono stati recuperati da una linea di finanziamento regionale destinata a "progetti di eccellenza" del patrimonio artistico, ma il comunicato ufficiale non specifica se siano stati utilizzati anche contributi privati o se il lavoro sia stato appaltato a ditte locali con tariffe agevolate, come accade spesso in casi analoghi. Il caso delle Cappelle Medicee riflette una dinamica ricorrente nel sistema museale italiano: la priorità data a interventi di visibilità — come il restauro di opere