conservatori francesi hanno definito l’esposizione "una celebrazione della devianza", mentre altri l’hanno salutata come "il primo museo ufficiale dedicato all’iconografia queer della musica pop". Il titolo, "Fragile Beauty", non è casuale. È un omaggio al brano del 1971 e, più in generale, alla fragilità della bellezza — e della libertà — che Elton ha incarnato fin dagli anni ’70, quando la sua immagine di rockstar androgina e il suo matrimonio con un uomo (il manager Renate Blauel, nel 1993) lo resero un simbolo di resistenza. "Questa mostra non è solo una collezione di foto", ha dichiarato Furnish in una conferenza stampa. "È un documento storico. Elton ha vissuto e lavorato in un’epoca in cui essere gay significava essere censurati, derisi, persino perseguitati. Oggi queste immagini