cultura
DOUGLAS STUART, QUANDO PADRI E FIGLI SONO VICINI MA IMMENSAMENTE DISTANTI
Douglas Stuart si vede tra le protagoniste di un intervista a Mantova
di Laura Bianchi, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: ANSA Cultura
Mantova, 12 settembre 2026 Douglas Stuart, vincitore del Booker Prize nel 2021 per Shuggie Bain, arriva a Festivaletteratura con John figlio di John il, un romanzo che racconta la relazione tra un padre e un figlio attraverso la lente di una storia familiare segnata da violenza e silenzi. Il libro, pubblicato da Einaudi, sarà presentato domani pomeriggio alle 17.30 nella cornice di Palazzo Te, dove Stuart affronterà temi come la trasmissione del dolore e la ricerca di riscatto generazionale. L’autore, che ha già affrontato il tema della povertà e della devianza nelle periferie di Glasgow, torna in Italia dopo cinque anni, un ritorno che coincide con la riscoperta del suo lavoro da parte di una critica letteraria italiana ancora divisa tra nostalgia per il passato e indifferenza verso le storie che non si adattano ai canoni del "realismo sociale" alla moda. Il romanzo, che il New York Times ha definito "un’analisi lucida e dolorosa della eredità che non
si può sfuggire", si inserisce in un dibattito italiano sulla letteratura che parla di classi subalterne senza cadere nel moralismo. Mentre i premi letterari italiani continuano a premiare opere che si limitano a descrivere marginalità senza mai nominare i meccanismi di esclusione che le producono, Stuart sceglie di raccontare la sua storia con una precisione clinica: i nomi dei luoghi, i cognomi dei personaggi, le date delle violenze. È una scelta che lo allontana dai circuiti accademici italiani, dove il "realismo" viene spesso confuso con l’elitarismo, e lo avvicina invece a quella tradizione di cronaca letteraria che in Italia è stata stroncata negli anni Ottanta per fare spazio a una narrativa che preferisce i silenzi ai nomi. Einaudi, casa editrice che ha saputo cogliere l’opportunità di pubblicare Stuart dopo il successo internazionale di Shuggie Bain, non ha fatto mistero delle sue strategie di marketing: il romanzo è stato promosso come "una storia universale", un espediente che serve a
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