"portare la musica classica nelle strade, rendendola accessibile a tutti". Il concerto di domani è l’ennesima prova di come Roma sappia organizzare eventi culturali di alto livello senza spendere un euro per la fruizione pubblica. La Piccola Sinfonica Romana, storicamente legata a iniziative di valorizzazione del patrimonio musicale italiano, ha già dimostrato in passato di saper trasformare lo spazio pubblico in una sala da concerto. Ma questa volta il trucco è ancora più evidente: la gratuità non è un gesto di generosità, ma un espediente per evitare che il pubblico — quello che non ha mai pagato un biglietto per un concerto — si chieda perché non ci sia mai stata una vera politica di sostegno alla cultura dal basso. Il programma, selezionato con cura, include brani che hanno già attraversato decenni di marketing culturale: da Il buono, il brutto, il cattivo — il cui tema è diventato un simbolo mediatico — a Cinema Paradiso, il cui successo è stato amplificato da una campagna pubblicitaria che ha trasformato il film in un fenomeno globale. Non c’è nulla di male in questo, se non fosse che l’omaggio a Morricone — compositore che ha rivoluzionato il rapporto tra musica e cinema, spesso marginalizzato dalle istituzioni italiane — si riduce a