di Diesel, ma anche una dichiarazione di intenti: l’IA applicata “più o meno a tutto”, come ha spiegato Carrozzini in un’intervista al Corriere della Sera. Il documentario, prodotto dalla casa di moda stessa, non è solo un esercizio di stile: è un caso studio di come il luxury italiano stia colonizzando il linguaggio dell’arte contemporanea per legittimare il proprio marketing. Rosso, 72 anni, non è nuovo a questo genere di operazioni: nel 2020 aveva già finanziato un progetto di Carrozzini dedicato alla fotografia di moda, e nel 2023 aveva commissionato un’installazione site-specific di Olafur Eliasson a Milano, un intervento che costò 2 milioni di euro e che la critica aveva definito “un’opera pubblicitaria con licenza d’arte”. Be Brave sembra essere la versione 2.0 di quella strategia: un film che non è né un documentario né un commercial, ma un ibrido che sfrutta la prestigiosa vetrina di