che, dopo oltre cinquant’anni, è stato ritrovato nelle sale della villa Borghese. La notizia, resa pubblica da ANSA, svela un dettaglio cruciale: il quadro non era mai stato rubato, ma venduto illegalmente da un chierico trevigiano nel 1969 a un mercante romano, che lo inserì nella collezione Borghese attraverso una serie di transazioni opache. I documenti d’epoca, ora esaminati dalla Sovrintendenza, rivelano che il dipinto fu acquistato per 2,5 milioni di lire (circa 1.250 euro odierni) da Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V, tramite un intermediario che dichiarava di averlo "acquistato all’asta" in un paese europeo — menzione mai specificata. In realtà, il quadro era stato sottratto dal suo altare nella cattedrale e venduto a un collezionista locale, che lo rivendette al mercato parallelo. L’indagine ha ricostruito un circuito che attraversava Roma e Venezia, con il dipinto che cambiava più volte di mano tra collezionisti privati prima di finire nella collezione Borghese,