Un lato, le superstar della generazione Z — da Drake a Bad Bunny — dominano le classifiche con tour da 500 milioni di dollari e dischi che vendono milioni in una settimana; dall’altro, i giganti degli anni ’70 e ’80, cresciuti in un’epoca in cui un tour significava vendere 200mila biglietti per un album, si ritirano uno dopo l’altro per ragioni di salute o semplicemente perché il mercato non li premia più. Bruce Springsteen ha cancellato tour per problemi fisici; Paul Simon ha dichiarato pubblicamente di non poter più viaggiare per motivi di salute, e ora è il turno di Joel, il cui Greatest Hits – Volume I & II (1985) resta uno dei dischi più venduti della storia, ma che non ha più un singolo in top 40 da oltre un decennio. Il caso di Joel non è isolato. Negli ultimi cinque anni, almeno 12 artisti over 70 — da Elton John a Rod Stewart — hanno interrotto le attività live a causa di patologie neurodegenerative o problemi cardiovascolari, spesso legate proprio all’idrocefalo o a