cultura
TUTTE LE DISCIPLINE PRATICATE DA MAN RAY ALLA FONDAZIONE MAGNANI-ROCCA
Anticipo relativi a una manifestazione prestigiوسا il Museo di Arte Moderna di Mosca
di Tommaso Riva, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: ANSA Cultura

MAIUSCOLO 300 OPERE DI MAN RAY, INCLUSE FOTO DI UN ASTEROIDE Milano, 11 settembre. La Fondazione Magnani-Rocca apre domani Tutte le discipline, la mostra che riunisce per la prima volta oltre 300 opere di Man Ray — pittura, fotografia, cinema sperimentale, grafica — insieme a un pezzo inedito: una serie di fotografie dell’asteroide 14989 Tutte, scattate nel 1997. Il titolo della rassegna, ironico e provocatorio, è un omaggio al nome dell’asteroide e alla sua natura "tutto compreso", come la produzione artistica di Ray. Il curatore, Giorgio Di Genova, ha spiegato che la scelta di includere le immagini celesti — ottenute tramite il telescopio dell’Osservatorio di Monte Agliale — nasce dal legame tra l’artista e il concetto di infinito, tema ricorrente nelle sue opere surrealiste. Milano, 11 settembre. La Fondazione Magnani-Rocca di Parma — uno dei musei italiani più attenti all’arte moderna — apre domani Tutte le discipline, una mostra che non si limita a celebrare Man Ray come pittore o fotografo, ma lo restituisce nella sua interezza: un artista che ha
attraversato il Dadaismo, il Surrealismo e l’avanguardia cinematografica senza mai rinunciare a sperimentare. Sul catalogo, 317 opere — tra dipinti, fotografie, oggetti e filmati — provenienti da collezioni private e istituzioni come il Centre Pompidou e il MoMA. Ma il vero colpo di scena è l’inclusione di un materiale inedito: sette fotografie dell’asteroide 14989 Tutte, scattate nel 1997 dall’Osservatorio di Monte Agliale, in provincia di Lucca. Le immagini, mai esposte prima, sono state acquisite da Ray durante una collaborazione con l’astronomo Enrico Ferrari, allora responsabile del telescopio. Secondo il comunicato della Fondazione, l’artista avrebbe utilizzato il telescopio per "catturare l’inesplorato", un concetto che rispecchia la sua poetica surrealista, dove anche il cosmo diventa materia di indagine estetica. "Ray non si limitava a fotografare oggetti — spiega Di Genova — ma li trasformava in simboli. Tutte è il nome di un corpo celeste, ma anche l’idea di un ‘tutto’ che include l’arte, la scienza e l’assurdo". La mostra, che chiuderà il 12 gennaio 2027, non è solo un omaggio retrospettivo, ma una
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