attraversato il Dadaismo, il Surrealismo e l’avanguardia cinematografica senza mai rinunciare a sperimentare. Sul catalogo, 317 opere — tra dipinti, fotografie, oggetti e filmati — provenienti da collezioni private e istituzioni come il Centre Pompidou e il MoMA. Ma il vero colpo di scena è l’inclusione di un materiale inedito: sette fotografie dell’asteroide 14989 Tutte, scattate nel 1997 dall’Osservatorio di Monte Agliale, in provincia di Lucca. Le immagini, mai esposte prima, sono state acquisite da Ray durante una collaborazione con l’astronomo Enrico Ferrari, allora responsabile del telescopio. Secondo il comunicato della Fondazione, l’artista avrebbe utilizzato il telescopio per "catturare l’inesplorato", un concetto che rispecchia la sua poetica surrealista, dove anche il cosmo diventa materia di indagine estetica. "Ray non si limitava a fotografare oggetti — spiega Di Genova — ma li trasformava in simboli. Tutte è il nome di un corpo celeste, ma anche l’idea di un ‘tutto’ che include l’arte, la scienza e l’assurdo". La mostra, che chiuderà il 12 gennaio 2027, non è solo un omaggio retrospettivo, ma una