perdite per oltre sette milioni, tra cui 1,5 milioni di euro di crediti d’imposta mai utilizzati. La vicenda si inserisce in una filiera di irregolarità che ha interessato più settori del tessuto imprenditoriale ligure negli ultimi anni. La società indagata, operante da oltre un decennio nel mercato del caffè, vantava contratti con catene di distribuzione nazionali e una rete di fornitori internazionali. I documenti esaminati dalla Procura rivelano che l’azienda avrebbe ottenuto finanziamenti agevolati da bandi regionali e nazionali — tra cui il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese — nonostante i bilanci presentati fossero stati manipolati. Le intercettazioni ambientali, tra cui una registrazione del 2025 tra due amministratori, avrebbero documentato discussioni su “come spostare le cifre” per coprire le perdite, citando esplicitamente l’uso di società fittizie in Svizzera per riciclare i fondi. Il sequestro per equivalente, previsto dall’articolo 34 del codice di procedura penale, mira